Da Rockshock.it

Nuovo attesissimo lavoro per i Virtual Dream. Three side of a coin conferma le straordinarie capacità della band e le loro tre facce della medaglia: tecnica, creatività e potenza


Virtual Dream

Three side of a coin

(Cd, Schoot records-Headache Production, 2007)

progressive, fusion, rock

8,5/10

Il nuovo Cd dei Virtual Dream festeggia i dieci anni di attività dall’incredibile esordio Sintesi, votato come uno dei migliori 20 album fusion degli anni '90. Ma inscatolare i nostri in un genere è molto riduttivo, perché il loro raffinato rock strumentale è aperto a vari stili.

I Virtual Dream sono il virtuoso e tecnico Fabio Cerrone alla chitarra, il creativo Pierpaolo Ranieri al basso e il dirompente e potente Lucrezio de Seta alla batteria. Three side of a coin è l’album della ormai completa maturità, già raggiunta dallo splendido e precedente Casuality. In questo disco la cura e la ricerca del suono migliora notevolmente e il progetto Virtual Dream continua nella medesima direzione, ma sempre migliorando ciò che è stato realizzato in precedenza.

Il Cd apre con l’ottima Novilunio, uno dei brani meglio riusciti che sintetizza e racchiude la qualità della musica dei Virtual Dream. Killer aggredisce fin dalla prima nota mentre 33 parte lentamente per poi incedere in ritmo e ottimi assoli dell’ottimo Cerrone. Attacco è un brano particolare, parte lento con atmosfere soft-lounge con ottimi effetti drum ‘n bass ed un riff di chitarra eccellente, per poi esplodere ad alto volume. L’Altro ha ispirazione blues con molti passaggi articolati e cambi di ritmo frequenti, qui ottima la prova della sezione ritmica. Chameleon è una cover di Herbie Hancock dal mitico album Head Hunters, riarrangiata egregiamente da De Seta. I didn’t mean you è un altro ottimo brano con richiami al progressive rock psichedelico degli anni '70. In chiusura la splendida title-track, ballad dove Cerrone dimostra di sapersi cimentare ottimamente anche con la chitarra acustica.

In conclusione possiamo dire di inserire già questo disco nella top 5 del 2007, i fan non rimarranno delusi. Per i nuovi arrivati l’occasione impedibile di ascoltare dell’ottima musica.

Emiliano D'Alonzo

 

Da wonderoustories.it

VIRTUAL DREAM a Roma, Stazione Birra - 19/04/2007

E’ stato un ritorno senza dubbio positivo quello che ha visto protagonisti alla Stazione Birra di Roma i Virtual Dream di Lucrezio De Seta (batteria), Fabio Cerrone (chitarre) e Pierpaolo Ranieri (basso). A ben cinque anni di distanza dal secondo album Casuality, il “trio delle meraviglie” ha infatti presentato il nuovo lavoro Three Sides of a Coin, pubblicato da pochi giorni su etichetta Schoots Records. Un lavoro variegato, che, come sottolineato giustamente dagli artisti nelle stesse note di copertina, "propone un uso più maturo del virtuosismo e una minore preponderanza della tecnica strumentale”.

La scaletta della serata è stata giustamente caratterizzata dalla presenza massiccia dei nuovi brani (il solo I didn’t Mean You non ha purtroppo trovato posto, splendido nella versione in studio con la partecipazione di Alessandro Gwis alle tastiere e campionatori), ben alternati a selezioni scelte dai due dischi precedenti, come la lunga cavalcata "speed fusion" Hop Frog, brano presente sia in Sintesi che in Casuality in due versioni differenti. Tra i momenti più belli, la riproposizione della title track Three Sides of a Coin, posizionata strategicamente nel cuore del set, con un poetico Fabio Cerrone alla chitarra acustica e un ottimo Pierpaolo Ranieri al contrabbasso elettrico. Poi il solo di Ranieri, capace di registrare e loopare sequenze su sequenze mantenendo inalterato il gusto melodico che da sempre contraddistingue il suo stile. Un solo che sarebbe sicuramente piaciuto al grande Jaco Pastorius.

Per gli amanti della fusion moderna, contaminata con un uso oculato dell’elettronica e caratterizzata da una ricerca timbrica accurata, i Virtual Dream si confermano come uno dei gruppi più interessanti in circolazione. Il folto pubblico accorso alla Stazione Birra sta a testimoniare che la proposta musicale del trio romano continua ad essere quanto mai seguita e apprezzata.

Setlist: Intro/Attacco/Novilunio/Hop Frog/L’Altro/Casuality/Malatesta/Acoustic guitar solo/Three Sides of a Coin/Time Out/33/Bass solo/Killer/Drums solo/New Dance/Chamaleon. Bis: Red.

Paolo Carnelli


 

 

"I Virtual Dream sono sicuramente uno dei più interessanti gruppi fusion italiani. Alla loro seconda prova discografica dimostrano di avere stoffa e originalità."
(Mario Giammetti - Jam Magazine n. 86, Ottobre 2002)

"Casuality" (una produzione 99thFloor/Virtuoso con distribuzione Audioglobe) presenta nove affascinanti brani strumentali più tre assolo personali che mettono in luce la bravura dei musicisti coinvolti. I Virtual Dream amano suonare buona musica senza nessun limite di stile ed hanno le carte in regola per conquistare gli States, dove queste raffinate sonorità sono molto apprezzate e godono di ampi favori."
(Paolo Ansali - www.musicalnews.com, Novembre 2002)

"Parlare di Casuality come di un semplice album fusion è fargli torto, date le tantissime aperture e citazioni colte di cui le dodici tracce s'arricchiscono mano a mano. Casuality è un disco concepito per esplorare il pentagramma a tutto tondo, senza le barricate dei generi, ma con la libertà degli artisti veri.
I Virtual Dream sono un gruppo per chi crede ancora nella forza e nella necessità di musicisti talentuosi e di grande tecnica, ma sempre capaci di mettere la tecnica al servizio della Musica e dell'ispirazione e non del semplice (ma sempre spettacolare) virtuosismo."
(Massimo Garofalo - www.mp3ring.com, Dicembre 2002)

"Un mosaico ben articolato in cui si bilanciano perfettamente le geniali trovate strumentali ed una melodia di fondo che accompagna ogni composizione."
(Luca Visconti - Disintegration Magazine, Dicembre 2002)

"Pur essendo i membri del trio dotati di tecnica ineccepibile (oltre che di estesa creatività), non si tratta di una funambolica esposizione di bravura: i dodici brani di Casuality sono degli esempi di tecnica funzionale al risultato."
(Carlo Crudele - www.musicboom.it, Ottobre 2002)

"Racchiuso in una bella confezione digipack, questo secondo album dei Virtual Dream (a ben quattro anni da 'Sintesi') è un attestato di maturità del chitarrista e leader Fabio Cerrone e dei suoi due compagni di viaggio. Una maturità a base di rock strumentale che incrocia la fusion, il rock, il jazz, il tutto con tocchi moderni ed arrangiamenti molto elaborati. Un lavoro importante, non autoindulgente e diretto ad un pubblico attento e non superficiale." (GDC - Musica Follia - Music magazine)

"Curato con passione, a partire dal suono fino agli importanti dettagli del booklet e della copertina, che anticipa attraverso una serie di visioni notturne l'atmosfera dark dell'album."
(Mauro Campobasso - Axe Magazine, Settembre 2002)

"Suoni e idee fanno di "Casuality" un album indispensabile per il fan incallito della fusion, pur rimanendo un'ottima scelta anche per l'ascoltatore meno esperto" (Ian Ravenhood - www. elettroacustico .it, Novembre 2002)

 

 

"Grande suono e grande classe per un trio davvero promettente. Solida la sezione ritmica e occhio (..orecchio) al chitarrista!"

Futura Music No.2


"Band culto della scena Fusion nazionale"

Trovaroma Magazine


"Musica senza barriere, piena di energia e originalità, dove il Jazz Rock e l'improvvisazione trovano il giusto connubio"

Musica


"...La presenza di temi lirici denota una profonda conoscenza armonica, mentre Hinsanwinla rammentaforse i fasti dei disciolti Uzeb, con le sue atmosfere molto morbide, increscendo ritmico verso la fine. La finale Hop Frog è un pezzo estremamente swing e triste al punto giusto ; tutta la durata dei suoi 10 minuti non è lasciata mai al caso e le parti improvvisate suonano veramente bene."

(Jurij Ricotti - AXE Guitar Magazine June 1998)


" Il risultato è musica dall'orizzonte ampio, ora frenetica ora scarna, ora intensa e lirica, mai banale nell'esecuzione e nell'approccio emotivo. Dieci brani che spaziano dall'improvvisazione all'organizzazione più razionale degli spazi musicali, senza rinunciare alla necessaria energia. Oltre le frontiere del Jazz Rock!!"

Time-Out No.17 (1999)


"i Virtual Dream ci ammaliano con la loro fusion piena di eleganza."

Music Box No.7-8


"La formazione guidata da Fabio Cerrone, uno dei più interessanti e preparati musicisti della scena italiana, propone un repertorio originale di chiara derivazione Jazz-Rock, genere affrontato, oltre che con ampio e indispensabile bagaglio tecnico, anche con energia e soluzioni sonore al passo con i tempi."

La Repubblica